Carbonia, emozioni e insegnamenti al corso “SLA e Sport, due mondi opposti ma connessi”

“SLA e Sport: due mondi opposti ma connessi”.
A Carbonia i giornalisti sportivi hanno raccontato il tema della comunicazione come veicolo per affrontare la malattia Si è svolto oggi al Lù Hotel di Carbonia il seminario di formazione per giornaliste e giornalisti “SLA e Sport: due mondi opposti ma connessi. Il linguaggio giornalistico come tratto d’unione”. Organizzato dall’Ussi Sardegna (Unione Stampa Sportiva Italiana) con la collaborazione dell’Ussi nazionale, dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna dell’Associazione “Sturmtruppen”, l’evento ha puntato i riflettori sul delicato tema della SLA e dei suoi intrecci con il mondo dello sport, in particolare con il calcio, ma soprattutto su come gli aspetti della comunicazione possano diventare importanti. Inclusione, integrazione, socialità e fede tra gli aspetti trattati nel corso del dibattito aperto dai saluti del presidente dell’Odg Sardegna, Francesco Birocchi, del consigliere nazionale USSI, Mario Frongia e del presidente USSI Sardegna, Paolo Mastino. Ad intervenire sui temi della malattia, della fede e della comunicazione sono stati rispettivamente Viviana Lantini Responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale Sirai di Carbonia, Don Cristian Lilliu, Parroco della Parrocchia di San Ponziano a Carbonia e il giornalista Vittorio Sanna. Ospite d’onore dell’iniziativa Renato Scanu, “l’inviato speciale” che dopo aver dedicato tutta la sua vita per la passione verso il giornalismo e le radiocronache, è stato colpito dalla SLA. La malattia, però, non gli ha impedito di continuare a coltivare l’interesse per il mondo del calcio e dello sport in generale.

Renato ha ricevuto una pergamena che lo attesta come socio onorario dell’Unione Stampa Sportiva Italiana, oltre a una maglia personalizzata e autografata regalatagli dal Cagliari Calcio. Grazie al supporto di un sintetizzatore vocale, l’Inviato Speciale ha voluto dedicare un pensiero alla giornata odierna: “Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato a questa iniziativa sociale, che mette in relazione il mondo del giornalismo con quella che io chiamo bestia maledetta. Una malattia che blocca il mio corpo ma non la mia mente, sempre speranzosa di poter tornare al lavoro: la radio è sempre stata il mio grande amore, in trent’anni mi ha dato infinite gioie”.
Fonte: USSI Sardegna
Foto: Fabio Murru

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