Tour sardo per Il Mondo a Scatti, l’ultimo film di Cecilia Mangini, sostenuto, tra gli altri, dall’ISRE

Parte mercoledì 23 febbraio dal cinema DB d’essai di Lecce il tour de Il Mondo a Scatti, l’ultimo film di Cecilia Mangini, la prima e più grande documentarista italiana del dopoguerra, figura chiave per comprendere il fascino e lo spessore storico-sociale del cinema della realtà.

L’iniziativa di Cinecittà vedrà coinvolte sale di Roma, Torino, Bologna, Puglia, Sardegna, Liguria e Toscana.

In Sardegna le tappe del tour saranno:

Giovedì 24 Febbraio a Cagliari – Cinema Odissea – 2 spettacoli ore 19 e 21 ingresso 7,00 ridotto 5,00 saranno presenti Paolo Pisanelli e Nevina Satta – di Sardegna Film Commission.

Venerdì 25 Febbraio – Sassari – Cityplex Moderno – 2 spettacoli ore 19,30 – 21.15. Ingresso 8,00 ridotto 6,00 – abbonamenti per 5 ingressi- sarà presente Paolo Pisanelli

Sabato 26 febbraio Nuoro – Ten Cinema – alle ore 19,30 sarà proiettato “Grazia Deledda la rivoluzionaria” e alle ore 20,30 “Il Mondo a Scatti”.

Ingresso 7,00 ridotto 5,00 saranno presenti Paolo Pisanelli e Marcello Mele – Direttore generale dell’ISRE.

Domenica 27 febbraio Nuoro – Ten Cinema – ore 18,00 “Grazia Deledda la rivoluzionaria” ore 19,30 “Il Mondo a Scatti”. Ingresso 7,00 ridotto 5,00 saranno presenti Paolo Pisanelli e Marcello Mele.

L’ingresso è accessibile previa esibizione di Green Pass.

Grazia Deledda la rivoluzionaria. Grazia Deledda la rivoluzionaria è una produzione dell’Istituto Superiore Etnografico della Sardegna, in associazione con OfficinaVisioni, in collaborazione con RaiCinema. Il film, prodotto dall’ISRE nell’ambito delle celebrazioni in occasione dei 150 anni della nascita di Grazia Deledda, è stato presentato in prima mondiale il 30 maggio 2021 a Nuoro nell’ambito del Festival ISREALe in contemporanea in California, nella rassegna promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco sulla piattaforma My Movies.

Ha partecipato al Parma Film Festival 2021 e nel dicembre del 2021 è stato presentato al Premio Solinas a Roma, come omaggio a Cecilia Mangini e alla grande scrittrice sarda.

Il film permette di scoprire attraverso documenti e manoscritti inediti il mondo della scrittrice ed etnografa sarda, prima e unica scrittrice italiana ad ottenere il Premio Nobel per la letteratura nel 1926 per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano, come si legge nella motivazione ufficiale.

Nel documentario si presenta Grazia Deledda in un gioco di specchi con la vita di una grande documentarista italiana co-regista del film: Cecilia Mangini, in un dialogo tra artiste di altissimo livello. Il cinema può offrire occasioni in cui attraversare storie, luoghi e situazioni e farsi attraversare da sensazioni, domande, pensieri sul proprio mondo interiore e sui mondi fuori da sé, può aiutare a esplorare, sentire, guardare in modo diverso, a volte nuovo, persone e storie vicine e lontane.

Il mondo a scatti. È Paolo Pisanelli, che firma con Cecilia Mangini la regia, l’interlocutore, amico, continuatore di questa straordinaria e vitalissima ultranovantenne, l’autore che ha convinto Cecilia (scomparsa a Roma un anno fa) a mettersi in gioco dietro e davanti alla macchina da presa. Tutto nasce in realtà da alcune scatole di negativi e provini fotografici ritrovati per caso: una sorta di diario del mestiere, scatti ancora da sviluppare alla luce rossastra della camera oscura, momenti di illusione e magia dell’immagine che stimolano la memoria di Cecilia Mangini in un lungo viaggio cominciato in Puglia, dove era nata nel 1927, all’inizio degli anni ’50.

Nel nostro film – racconta Paolo Pisanelli – passiamo da uno scatto analogico dell’altro, partiamo da un altro mondo, da un tempo senza cellulare. Siamo a Rutigliano, in Puglia: tutti guardano incantati dentro l’obiettivo, verso una donna che dandogli le spalle si è messa al posto del direttore della banda musicale, una fotografa-stregona che cattura tutte le facce in un colpo solo. Da questa immagine può iniziare Il mondo a scatti”.

Prima fotografa e poi regista di documentario, compagna instancabile di un marito-regista come Lino Dal Fra, Cecilia Mangini ha lasciato un’eredità artistica che sarebbe riduttivo riassumere negli oltre 40 documentari e diversi lungometraggi che hanno punteggiato la sua attività. Amata da Pasolini che per lei scrisse il commento a uno dei primi lavori, considerata un’autorità da antropologi ed etnografi, stimata nel mondo (oggi il Museum degli Oscar di Los Angeles le dedica una personale), insignita nel 2009 con la medaglia del Presidente della Repubblica, questa regista battagliera e ribelle sempre col sorriso, ha accompagnato con i suoi reportage d’artista tutte le trasformazioni del Paese per oltre mezzo secolo. Dal 2016 prende il via la sua collaborazione con Paolo Pisanelli che porta a lavori celebri come “Facce”(2019) “Due scatole dimenticate – un viaggio in Vietnam” (2020) “Grazia Deledda la rivoluzionaria” (2021), fino a “il mondo a scatti” che oggi suona come un testamento espressivo e un gesto di instancabile vitalità, come ben si ascolta nei dialoghi del film dedicati alla scoperta dell’immagine digitale e di un mondo distante anni luce dalle sue origini.

Prodotto da OfficinaVisioni e Luce Cinecittà con Rai Cinema, con il sostegno di Istituto Superiore Regionale Etnografico – Sardegna e Sardegna Film Commission, presentato in anteprima assoluta alle “Notti Veneziane” delle Giornate degli Autori e adesso distribuito grazie a Cinecittà, il film è un formidabile documento che, oltre al cinema, mostra una sapienza fotografica che Mangini fece sua sulle orme di Cartier Bresson, ma con un tratto personale inconfondibile come si vede bene nella grande mostra fotografica che le dedica a Bari (fino all’inizio di marzo) la Regione Puglia.

Da quest’anno il David di Donatello per il miglior documentario è intitolato a Cecilia Mangini, memoria durevole di una figura eccezionale di donna e di artista.

 

Ufficio stampa Isre

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